Pompiere - Eroe. Un dualismo così normale ai più, ma così mal sopportato dai diretti interessati. Ogni giorno un vigile del fuoco si sveglia, saluta i suoi cari, entra in servizio e non sa cosa lo aspetta nè quando tornerà a casa. Ogni giorno un vigile del fuoco fuori servizio potrebbe salvarti la vita. Ogni giorno questi uomini si guadagnano da vivere salvando vite umane. 

Sono professionisti, uomini veri, non eroi.

Eroi non è abbastanza.

Alessandro, 58, Capo Reparto Esperto, in uno dei tanti boschi completamente bruciati dall’incendio che ha devastato la città di Messina questa estate. Sognava di fare il calciatore da piccolo, ora invece è un esempio per la figlia, a tal punto da spingerla a provare il concorso nazionale per entrare nel corpo dei VF.

Nino, 54, Capo Squadra - autista, all’interno del magazzino della caserma, dove è possibile trovare tutte le divise e la strumentazione necessaria ai Vigili. Da otto anni è parzialmente idoneo, cioè non più autorizzato alla fase operativa. Questa è sempre una notizia difficile da accettare per un Vigile che si trova costretto a dover abbandonare l’azione a favore di una carriera dietro la scrivania. 

Antonino, 48, VF esperto, insieme a sua moglie. L’apprensione da parte della famiglia durante l’intervento di un Vigile del Fuoco, ma anche la lontananza dello stesso durante i periodi di maggiore attività, che comportano turni di 24h, è qualcosa che pesa sul nucleo familiare, ovviamente non sempre in modo negativo. In questo caso il lavoro di Antonino è comunque ben accettato dalla propria famiglia che lo aiuta nei momenti di maggiore stress emotivo.

Antonio, 47, Vigile coordinatore autista, specializzato SAF, all’interno della palestra della caserma. Ci racconta di come la parola “Eroe”, accostata a quella di Vigile del Fuoco, provochi un piacere anomalo in quanto è un’associazione fatta solo durante le calamità per poi essere dimenticata nei restanti giorni. 

Carmelo, 43, VF coordinatore, mentre indossa l’attrezzatura del nucleo S.A.F. (Speleo Alpinistica Fluviale). Sportivo da sempre, ha fatto parte della nazionale di pallamano, ora si occupa anche della formazione dei nuovi vigili a livello nazionale.

Giovanni, 40, VF esperto, all’interno del soggiorno della sua abitazione. Attualmente ha 13 anni di servizio e nel 2012 ha iniziato il corso di formazione per dirigente sindacale a Roma, così da diventare sindacalista CGIL presso il comando provinciale di Messina. Da qualche anno non lotta solo per salvaguardare l’incolumità dei cittadini, ma anche per difendere i diritti dei propri colleghi.

Nunzio, 49, Capo Squadra esperto, in una delle camerate dove i vigili riposano durante il turno notturno, ma anche il luogo dove è possibile lavarsi e cambiarsi dopo gl’interventi. Ci racconta di come sia difficile alternarsi tra vita familiare e caserma, ma questo fa parte del suo lavoro e del suo essere professionista.

Giusy, 55, cuoca della caserma, all’interno della cucina. Da 14 anni lavora presso a stretto contatto con i Vigili del Fuoco. È un elemento importante all’interno della centrale in quanto è grazie a lei che i VF hanno qualche minuto di sfogo durante le loro giornate di servizio. 

Enzo, 42, VF qualificato autista, all’interno del punto di ristoro della caserma, il luogo dove la “famiglia” dei pompieri si riunisce prima e dopo gl’interventi per scaricare la tensione. Cresciuto con il mito dei vigili del fuoco, ha seguito le orme del padre, considerato da sempre il suo eroe.

Nino, 45, VF coordinatore, insieme a suo figlio nell’orto di casa. Quando non è in servizio uno dei suoi hobby è quello di prendersi cura dell’orto, pur non tralasciando il suo essere VF. Nel 2007 è stato insignito della medaglia d’argento al Valor Civile, proprio per aver salvato, pur essendo fuori servizio, un disabile da un’abitazione in fiamme. Ci tiene a specificare che chiunque dei suoi colleghi avrebbe fatto la stessa cosa.

Luciano, 73, ex Capo Reparto, all’interno della stanza riservata a chi è entrato in pensione, un luogo che trasuda storia da ogni angolo. Attualmente è il Presidente dell’associazione nazionale dei VVF, sezione di Messina, e si occupa in prima persona dell’attività d’informazione della sicurezza nelle scuole.

Pietro, 63, Dirigente Superiore e attuale Comandante provinciale dei VVF di Messina, all’interno del suo ufficio presso la centrale. Il suo compito principale è quello di coordinare le operazioni di soccorso rilevanti e di organizzare i servizi su tutto il territorio provinciale. Il suo essere padre lo porta ad instaurare un legame empatico durante gl’interventi riguardanti soprattutto i bambini e, proprio l’esplosione di un autobomba a Pizzolungo (nel trapanese), dove hanno perso la vita bambini, in uno degli attentati siciliani legati alla mafia, l’ha segnato significamente.

Paolo, 52, Capo Squadra coordinatore settore NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiattivo) mentre indossa una tuta di massima protezione. Durante la sua carriera ha assistito a tanti interventi che l’hanno segnato, ma nonostante questo continua ad amare il proprio lavoro occupandosi anche di formazione del personale 

Gianfranco, 44, VF esperto, con le sue due figlie. Innamorato della volontà di fare del bene e visto come un eroe dalle sue figlie. La difficoltà che riscontra ogni volta che torna a casa da un intervento è quella di non poter aprirsi del tutto con la propria famiglia e dover lasciare tutto lo stress fuori per riuscire ad essere padre e al contempo marito.

Antonino, 35, Vigile del Fuoco qualificato, all’interno del castello di manovra dove avvengono le varie esercitazioni. Da sempre incline all’aiuto del prossimo tanto da fare servizio di volontariato prima di entrare in caserma dove ha già prestato otto anni di servizio.

Francesco, 46, VF esperto, all’interno della sala operativa della caserma dove si ricevono le chiamate di soccorso e vengono seguiti gl’interventi. Ha perso il padre mentre era occupato in un intervento, cosa che lo ha segnato per tutta la vita. I VVF sono frequentemente chiamati Eroi, ma in realtà sono esseri umani come tutti noi costretti giornalmente ad affiancare il loro essere figli e padri alla propria professionalità.

Giuseppe, 42, VF qualificato autista, con il figlio. Soprannominato “Peace” dai colleghi per essere il membro della “famiglia dei pompieri” a riportare 
la calma durante delle situazioni di maggiore stress emotivo. Visto dal figlio non come un eroe ma come un uomo “che salva le persone per lavoro”.

Gianluca, 44, VF motorista navale, all’interno della sala macchine di un’imbarcazione del corpo. Studente presso la facoltà di economia e scrittore. Il suo libro dal titolo “Night Cop” (scritto prima dell’inizio del suo servizio) descrive le vicende di un eroe mascherato.
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Grazie,
Davide Bertuccio.
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