Wadi Foukin è un villaggio Palestinese situato nella West Bank vicino alla Green Line. Dal 1985 è accerchiato da una città, Tzur Hadasa, e da una colonia illegale, Beitar Illit, entrambe israeliane. A seguito degli accordi di pace del 1995 riguardanti la suddivisione delle terre palestinesi, il 93,6% di Wadi Foukin è stato designato come Area C (sotto il completo controllo, giuridico e militare, israeliano), mentre il restante 6,4% è Area B (controllo giuridico palestinese e controllo militare israeliano). Negli ultimi anni c'è stato un aumento sconsiderato delle terre confiscate nell'Area C per fare spazio a nuovi insediamenti. Al giorno d'oggi, di conseguenza, il villaggio è letteralmente circondato dalle colonie israeliane. Nell'arco di qualche anno Wadi Foukin potrebbe scomparire, ma già da adesso, pur esistendo ancora, è come se non ci fosse, dato che il governo israeliano ha deciso di cancellarlo dalle mappe ed ha anche rimosso qualsiasi indicazione stradale che possa indicarlo. "Never-never land" riguarda la storia di questo piccolo villaggio di mille persone, ma anche e soprattutto l'ormai noto problema del lavoro dei palestinesi nelle colonie israeliane. Ed è proprio in questo angolo della Cisgiordania che avviene uno dei più grandi paradossi riguardante la colonizzazione illegale. Sono numerosi e in continuo aumento, infatti, gli abitanti di Wadi Foukin che ogni giorno, per la sussistenza delle proprie famiglie, si recano a lavorare nei cantieri dove vengono costruite quelle case israeliane che man mano stanno cancellando la loro terra. 
                                                                                
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Wadi Foukin is a Palestinian village in the West Bank near the Green Line. Since 1985 it is surrounded by a city, Tzur Hadasa, and an illegal settlement, Beitar Illit, both belonging to the Israelis. As a result of the peace agreements of 1995 concerning the division of Palestinian lands, 93.6% of Wadi Foukin was designated as Area C (under full legal and military Israeli control), while the remaining 6.4% is Area B (under Palestinian legal control and Israeli military control). Over the past few years there has been a reckless increase of the lands confiscated in the Area C to make room for fresh Israeli settlements. In a few years Wadi Foukin could really disappear, but it is like non-existent from now, because the Israeli government has deleted it from maps and removed any road information that may indicate it. "Never-never land" talks about the history of this small village of a thousand people, and also about the well-known problem of the Palestinian workers in Israeli settlements. It is in this corner of the West Bank which takes place one of the greatest paradoxes of the Israeli settlements: more and more people of Wadi Foukin every day, for the subsistence of their families, work in the building sites where they build Israeli houses that gradually are wiping their homeland from the face of the earth.



Questo è l'unico cartello stradale, che indica l'esistenza di Wadi Foukin. Come si può notare è scritto in arabo ed ha come contorno la bandiera palestinese, ciò a sottolineare la continua resistenza che questo villaggio fa contro la colonizzazione. Sullo sfondo sono sempre più visibili le ruspe dei cantieri israeliani.   /   Wadi Foukin road sign. This is the only road sign showing the existence of Wadi Foukin. As you can see it is written in Arabic and has as a side dish the Palestinian flag, just to emphasize the continued resistance of this village against colonization. In the back you can see the cranes of the Israeli settlements.
Sulla sinistra, nella valle, si trova il villaggio di Wadi Foukin, mentre sulla destra è ben visibile la colonia di Beitar Illit, che dal 1985 è in continua espansione e minaccia sempre più l'esistenza del villaggio stesso. La tecnica espansionistica israeliana viene definita "a macchia d'olio" nel senso che coloni israeliani s'insediano in terra palestinese e dall'interno continuano ad espandersi cercando di toccare i confini della propria nazione, cosa che consentirebbe l'aumento di superficie della stessa a discapito delle terre palestinesi.  /  On the left, in the valley, lies the village of Wadi Foukin, while on the right is clearly visible the Beitar Illit settlement, which since 1985 It is constantly expanding and increasingly threatens the existence of the village itself. The Israeli expansionist technique is like wildfire in the sense that the Israeli settlers occupy the Palestinian lands and continue to expand, from the inside, trying to touch the borders of their own country, which would allow them to increase their country surface area at the expense of Palestinian lands.
Yousef, 63, mentre raccoglie delle rape dal suo terreno. La fonte primaria dell'economia di Wadi Foukin Ë proprio l'agricoltura, il 90% della popolazione del luogo possiede un campo e fa dell'agricoltura stessa la propria ragione di sostentamento. Col problema delle colonie però alcuni campi sono stati confiscati e bruciati dagli israeliani. Questo ha comportato che molti abitanti di questo villaggio sono stati costretti a varcare il confine e lavorare in Israele.  /  Farmer at work. Yousef, 63, while collecting turnips from its soil. The primary economic resource of Wadi Foukin is agriculture. 90% of the local people has a field. As a consequence of Israeli settlements many fields were confiscated and burned by the Israelis. This has meant that many inhabitants of this village were forced to cross the border and work in Israel.
Una famiglia durante una pausa giornaliera, con sullo sfondo la colonia di Beitar Illit. Molti abitanti del villaggio sono costretti ad abitare in case mai terminate a causa di repentini cambiamenti, da parte del governo israeliano, della zona territoriale. Capita di frequente infatti che un'area B diventi area C anche durante l'edificazione di una casa, costringendo i palestinesi a vivere in delle abitazioni incomplete ed in continuo deterioramento.   /  A family during a daily break, with, in the background, Beitar Illit settlement. Many people of this village are forced to live in never finished houses, due to sudden changes of the territorial zone by the Israeli government. Happens frequently that an area B becomes area C during the building of a house. For this reason Palestinians are forced to live in incomplete and continuing deterioration residential buildings.
La casa di un pastore. Durante la confisca dei terreni da parte dell'esercito israeliano c'è chi perde la casa e si trova costretto a vivere in abitazioni di fortuna.  /  The house of a shepherd. During the confiscation of land by the Israeli army there are those who lose the house and is forced to live in makeshift dwellings.
Nasri, 54. Padre di 12 figli e lavoratore presso le colonie da trent'anni. Si è trovato costretto a dover andare a lavorare nelle colonie che stanno assediando il proprio villaggio subito dopo la scuola per mancanza di lavoro. Non è felice di quello che fa, ma non ha alternative se vuole far vivere la propria famiglia. Quello che si augura per il popolo palestinese è proprio un'alternativa al lavoro, forzato, presso gli israeliani. Praticamente si augura di non dover più, un giorno, dipendere da loro.​​​​​​​  /  Nasri, 54. Father of 12 children and worker from the colonies for thirty years. He has been forced to have to go to work in the settlements, that are laying siege to his village, after school for lack of work. He is not happy about what he does, but he has no choice if he wants to survive his own family. What He hopes for the Palestinian people is just an alternative to labor, forced, at the Israelian settlements. Practically he hopes of not having to depend on Israelian in the future.
Interno di una casa di un contadino. Non tutti gli abitanti di Wadi Foukin hanno deciso di lavorare presso le colonie e c'è chi, come questo contadino, ha deciso di costruire la propria casa a ridosso del confine con la città di Tzur Hadasa, quasi a voler rimarcare il fatto che questa è la propria terra.  /  Inside a house of a farmer. Not all the inhabitants of Wadi Foukin have chosen to work in the settlements. There there are those, like the farmer in the photo, that decided to build their home near the Tzur Hadasa border, as if to underline the fact that this is their land.
Uno dei lavoratori che torna a casa dopo il lavoro uscendo da una parte di recinzione tagliata per facilitare l'uscita dei palestinesi dal confine israelo-palestinese. Tutto questo è illegale da un punto di vista giuridico, ma i lavoratori si sono visti costretti a ricorrere a questo sistema per entrare ed uscire velocemente da Israele a causa delle interminabili ore passate, sia all'andata che al ritorno, presso i vari check-point. Queste aperture nella recinzione di confine facilitano inoltre l'entrata di lavoratori che, senza un permesso di lavoro, rischiano ogni giorno circa sei mesi di carcere pur di continuare a lavorare per garantire un futuro alle proprie famiglie.  /  One of the workers who returns home after work coming out of a part of hedge cut to facilitate the exit of Palestinians from the Israeli-Palestinian border. All this is illegal, but the workers are forced to resort to this system to get in and get out quickly from Israel without loosing too much time , both outward and return, at the various check-point. These openings in the border fence also facilitate the entry of workers without a work permit. Every day they risk about six months in prison while continuing to work to ensure a future for their families.
Hazim, 41. Lavora presso il cantiere di Tzur Hadasa da 25 anni.  In testa riporta la cicatrice dovuta ad una sparatoria avvenuta durante la prima intifada. Al tempo era solo un ragazzo e aveva appena iniziato a lavorare. Gli hanno sparato perchè aveva reagito ad una guardia armata che lo picchiava durante il lavoro. Sono molte le storie di lavoratori che giornalmente subiscono ingiustizie di qualsiasi genere da parte delle guardie armate.  /  Hazim, 41. He works at the Tzur Hadasa colony for 25 years. It shows the scar on his head due to a shooting incident during the first intifada. He was shot because he had reacted to an armed guard who beat him at work. There are many stories of workers who daily suffer injustice of any kind by the armed guards.
Questi sono i documenti che testimoniano la sparatoria. Si possono notare sia una foto, che un documento del ricovero presso l'ospedale. Hazim è stato in coma per circa un mese prima di riprendere conoscenza. Tutt'ora deve assumere delle medicine e molte volte quello che guadagna non gli basta per arrivare a fine mese dato che più di un terzo del proprio ricavo lo deve ingiustamente spendere per garantirsi un regolare permesso di lavoro.  /  The documents that testify to the shooting are also showed. You may notice a photo and a document of admission at the hospital. Hazim has been in a coma for about a month before regaining consciousness. Still must take some medicine and many times what He earn is not enough to make ends meet because more than a third of its revenue it needs to unfairly spend to secure him a regular work permit.
Pecore al pascolo nel campo da calcio. La pastorizia è molto diffusa in queste terre.  /  Sheep grazing in the football pitch. Sheep farming is widespread in these lands.
Shahd, 7, che corre per andare a cenare. Non molte case a Wadi Foukin possono disporre di un impianto elettrico, c'è chi si deve arrangiare con due lampade in tutta l'abitazione per farsi luce di notte. La povertà è uno dei grandi problemi di queste zone. Con sempre meno campi da coltivare, a causa delle continue confische, il lavoro, e di conseguenza il guadagno, scarseggia.  /  Shahd, 7, which runs to go to dinner. Not many houses in Wadi Foukin have an electrical system. There are many houses that just have two lamps to get light at night. Poverty is one of the great problems of these areas. With fewer and fewer fields to cultivate, because of continuous confiscations, the job, and consequently the gain, become scarce.
Questo campetto da calcio sorge a ridosso della zona individuata dal governo israeliano adatta alla costruzione di un ponte che colleghi Tzur hadasa e Beitar Illit. Gli abitanti di Wadi Foukin l'hanno costruito proprio per rallentare il processo di colonizzazione estrema e non rischiare cosÏ di esser definitivamente cacciati via dalle proprie case.  /  This football pitch is located close to the area identified by the Israeli government suited to the construction of a bridge linking Tzur Hadasa and Beitar Illit. The residents of Wadi Foukin have built just to slow down the process of this extreme colonization and no risk so to be finally driven from their land.
Jamiil, 47. Ex lavoratore presso le colonie. È uno degli artefici della costruzione del campetto da calcio e del parco giochi lì vicino. È anche uno dei pochi che rimane positivo sulle sorti del villaggio, difatti secondo la sua opinione Wadi Foukin non scomparirà, ma sicuramente non s'ingrandirà ulteriormente.  /  Jamiil, 47. Former worker at the settlements. He is one of the architects of the building football pitch and playground nearby. He is also one of the few that remains positive about the fate of the village, in fact, in his opinion Wadi Foukin not disappear, but definitely not will enlarge further.
Questo è il cantiere di Tzur Hadasa visto dall'interno. Quello in primo piano è il muro che segnalava il passato confine israelo-palestinese. Ora questo confine si è spinto 150 m verso la Palestina ed è segnalato da una recinzione. È sempre più evidente che l'espansione israeliana continua di anno in anno senza interruzione.  /  Inside Tzur Hadasa settlement. Every day, the workers must pay 20 shekels (about 5€), the equivalent of a third of the daily gain, in order to enter and work in the colonies. This fee is used to provide Israeli armed security, but also to fund the continued growth of Israeli settlements. Every day thousands of workers travel to Beitar Illit or Tzur Hadasa.
Faras, 39, qualche istante prima di inginocchiarsi per la preghiera serale. È stato arrestato due volte perchè senza permesso scontando ogni volta 5 mesi di carcere. I lavoratori palestinesi per lavorare in Israele hanno bisogno di un regolare permesso lavorativo, ma devono ingiustamente pagare per averlo, inoltre nessuno di loro firma un contratto quindi il rispettivo datore di lavoro è libero di pagarli non regolarmente.  L'unico documento che firmano è un documento che toglie loro ogni diritto umano diventando praticamente schiavi del proprio datore di lavoro.  /  Faras, 39, a moment before kneeling for evening prayer. He was arrested twice because he did not hold work permit. Palestinian workers need a valid work permit to work in Israel, but they have to unfairly pay to have it. None of them have got a regular contract, thus the respective employer is free to not pay regularly them. They only sign a document that, removing them every human right, makes them slaves to their employer.
Mohammed, 33, avvocato presso il Palestine General Federation of Trade Center (PGFTU), l'ufficio che si occupa dei diritti dei lavoratori palestinesi nella provincia di Betlemme. Mensilmente gestisce dalle 150 alle 200 cause che i lavoratori fanno contro i propri datori di lavoro, ma che difficilmente riescono a vincere a causa del documento che li priva di ogni diritto che firmano una volta iniziato a lavorare e che sostanzialmente sottrae loro anche il potere di far causa all'azienda per la quale lavorano.  /  Mohammed, 33, a lawyer from the Palestine General Federation of Trade Center (PGFTU), the office that deals with the rights of Palestinian workers in the Bethlehem province. He treats monthly from 150 to 200 lawsuits against Israeli employers. Workers hardly manage to win these lawsuits because of the document that they are forced to sign when they are hired, and that deprives them of any right.
Uno dei lavoratori che s'incammina verso la propria postazione all'interno del cantiere di Tzur Hadasa. Ogni giorno i lavoratori devono pagare 20 shekel (circa 5 euro), l'equivalente di un terzo del guadagno giornaliero, per poter entrare a lavorare nelle colonie. Questa tassa serve per garantire una sicurezza armata, ma anche e soprattutto per finanziare la continua crescita degli insediamenti. Sono migliaia i lavoratori che ogni giorno si recano a Beitar Illit o Tzur Hadasa.  /  Inside Tzur Hadasa settlement. One of the workers that take the path toward their location in the Tzur Hadasa shipyard. Every day, they must pay 20 shekels (about 5€), the equivalent of a third of the daily gain, in order to enter and work in the colonies. This fee is used to provide Israeli armed security, but also to fund the continued growth of Israeli settlements. Every day thousands of workers travel to Beitar Illit or Tzur Hadasa.
Mohmmad, 47. Da 30 anni lavora tra Beitar Illit e Tzur Hadasa. Ha iniziato la sua vita come agricoltore, ma successivamente una volta che il governo israeliano gli ha confiscato le terre si è visto costretto a lavorare nelle colonie per poter sopravvivere.   /  Mohmmad, 47. For 30 years, works in Beitar Illit and Tzur Hadasa. He began his life as a farmer, but after a time the Israeli government has confiscated the land was forced to work in the colonies to survive.
Questa è la fermata dove i lavoratori aspettano il proprio service una volta che finiscono di lavorare per tornare a casa. Il numero "242î"non è un numero a caso in quanto richiama la "risoluzione 242" del consiglio di sicurezza dell'ONU.  Tale risoluzione ribadiva l'impossibilità dell'acquisizione territoriale in conseguenza all'uso della forza. Questa è di conseguenza una chiara forma di protesta da parte dei cittadini di Wadi Foukin che giornalmente subiscono ingiustizie da parte dei coloni.  /  This is the stop where workers wait for their service to back home, once they finish work. The number "242" is not a random number because it recalls the "resolution 242" of the United Nations Security Council. This resolution reaffirmed the territorial acquisition impossibility due to the use of force. This is a clear form of protest by citizens of Wadi Foukin who daily suffer injustice by settlers.
Mona, 45, mentre aspetta affacciata ad una finestra l'arrivo del figlio. Lavora da molti anni presso il PGFTU e racconta di come quasi ogni giorno riceve lamentele da parte dei lavoratori che per non rischiare la vita sono costretti a sopportare qualsiasi mancanza di rispetto da parte dei propri datori di lavoro e da parte delle guardie armate.  /  Mona, 45, while waiting at a window overlooking her son visits. She works from many years at the PGFTU, the office that deals with the rights of Palestinian workers. She daily receives complaints from workers that in order to not risk their lives are forced to endure any injuries by their employers and by the armed guards.
Uno dei lavoratori mentre discute con l'avvocato presso il PGFTU. Spesso capita che alcuni lavoratori si vedano togliere il proprio lavoro da un giorno all'altro senza essere avvisati, come nel caso di questo lavoratore ritratto nella fotografia.  /  A worker while discussing with the lawyer at the Palestine General Federation of Trade Center (PGFTU). It happens increasingly often that workers loose their jobs any day now without without prior notice, as in the case of this man in photography.
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Grazie,
Davide Bertuccio
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